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Una precisazione su piedi "maschili" e "femminili" |
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Salve, in uno dei vostri scritti ho trovato questa frase:
...Il piede sinistro
si adduce rispetto ad un asse centrale, significa che la catena muscolare del
lato sinistro è più contratta. C'è un utilizzo predominante dell'emisfero
cerebrale sinistro a discapito del destro. Ci troviamo di fronte a un soggetto
con una forma mentis maschile in un corpo femminile...
Mi domando se sia
corretto dato che, essendo l'emisfero destro a comandare la muscolatura della
parte sinistra del corpo, ci dovrebbe essere un emisfero destro che lavora in
maniera predominante causando una tensione sul lato sinistro del corpo... ma
forse sbaglio.
Saluti.Denis
Gli emisferi cerebrali controllano i muscoli "volontari" controlaterali del
nostro corpo, l'incrocio sussiste a livello della sella turcica: evidente per
esempio nel caso di una persona colpita da ictus cerebrale, se è interessato
l'emisfero cerebrale destro, si riduce la mobilità dell'occhio destro, tirando
fuori la lingua si sposta a destra, il lato destro del viso appare contratto...
Contro lateralmente sono compromessi i muscoli
volontari del lato sinistro, l'andatura dell'arto inferiore diviene "a falce"...
L'adduzione o l'abduzione di un piede o di un arto inferiore di una persona
sdraiata che non ha problemi di questa entità, è determinata dalla contrazione
involontaria di muscoli volontari, che in questa circostanza sono
involontariamente contratti, ciò significa che l'informazione ha origine
dall'emisfero cerebrale omolaterale e interessa la parte involontaria dei
muscoli volontari.
I nostri trattamenti reflessologici ottengono un
immediato rilassamento di questi muscoli confermando quanto appena affermato.
Con i nostri massaggi otteniamo la decontrazione involontaria di muscoli
volontari involontariamente contratti, determiniamo un rilassamento che origina
a livello ipotalamico e non dalla corteccia cerebrale, come avviene con
atteggiamenti volontari, pertanto l'effetto del rilassamento ottenuto in maniera
involontaria è molto più duraturo nel tempo. In questa circostanza come esempio
esplicativo propongo: "...è come se stessi depositando informazioni nell'hard
disk senza passare per il video..." .
Laozu Baldassarre
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Il riconoscimento della professione di reflessologo |
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Mi chiamo Christian, sono laureato in Scienze Motorie e vivo a Milano.
Da tempo la riflessologia plantare mi ha affascinato e sarei interessato,
eventualmente nel prossimo futuro, ad iniziare un percorso in questa disciplina.
Però ho sempre voluto chiarirmi un dubbio forse anche lecito per i tempi che
corrono... Ma la riflessologia a tutt'oggi è riconosciuta a livello statale?
forse è meglio dire... se esiste una legge in Italia che ne stabilisce i limiti
di applicazione che ne determini anche una tutela giuridica.
La ringrazio per la disponibilità. Distinti saluti.Christian
Buon giorno Christian, Nessuna delle così dette medicine naturali,
complementari, alternative... a oggi è riconosciuta in Italia, neanche
l'agopuntura, l'omeopatia, la chiropratica, l'omotossicologia, eccetera, anche
se sono praticate da medici.
Una legislazione che ne autorizzi l'uso non esiste
perché il Ministero della Sanità non le ha mai riconosciute e l'Ordine dei
Medici le osteggia apertamente. Scuole di Agopuntura, Omeopatia e assimilate
organizzano corsi in aule universitarie e ospedaliere (affittano l'aula magna),
per dare una parvenza di ufficialità e prestigio ai loro nomi ingannando così i
più sprovveduti.
Nel rispetto del giuramento ippocratico "Primum non nocere", qui di seguito un
estratto del nostro codice deontologico che puoi consultare sul sito
dell'Associazione Reflessologi Zu (www.arezu.org).
Lo stato autorizza qualunque
cosa che non sia espressamente proibito dalla legge.
Art. 6 Limiti della
professione Non invadere le attività delle professioni già esistenti,
riconosciute e regolamentate per legge. I limiti della professione sono quelli
stabiliti dalle attuali leggi, fino a che non ne saranno emanate di specifiche
per il settore. Si fa presente che violazioni in questo senso possono essere
penalmente e civilmente perseguibili.
Art. 7 Obblighi per l'esercizio della
professione Per esercitare la professione sono necessarie le seguenti
condizioni:
1. Adesione al Codice Deontologico, che regola il corretto esercizio
della professione e ne definisce principi e norme. 2. Avere un'assicurazione
adeguata che copra i rischi da eventuali incidenti che possono verificarsi nello
svolgimento della professione. 3. Il Reflessologo Zu esegue un check-up
reflessologico. 4. Non prescrive nessun tipo di farmaco o altro per via orale.
5. Non utilizza apparecchiature elettromedicali. 6. Le tecniche applicate per
l'intervento di riequilibrio non costituiscono e non sostituiscono terapie
mediche...
Laozu Baldassarre
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La reflessologia plantare a supporto dei disabili |
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Buongiorno.
Ho una conoscenza autodidatta della riflessologia plantare che vorrei
approfondire prima di intraprendere dei corsi specifici, ho un quesito da porre
a un esperto: la riflessologia plantare può avere dei benefici in caso di
disabili paraplegici?
Sarei grata se m'indicasse un esperto con cui discutere l'argomento. Grazie per
la gentile disponibilità.
Saluti e buona giornata.Roberta G.
Buon giorno Roberta.
La Reflessologia Zu, come quasi tutte le
tecniche naturali, è indicata soprattutto per le problematiche funzionali. Se la
paraplegia è di origine organica non ti fare illusioni per la sua risoluzione.
Con la Reflessologia Zu sicuramente sono aiutabili
tutte le funzioni collaterali del problema direttamente e aggirando l‘ostacolo
organico sostenendo e accelerando la riproduzione dei differenti tessuti
interessati.
Laozu Baldassarre
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La sclerosi multipla (sclerosi a placche) |
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Buongiorno Sig. Baldassarre,
sono un suo estimatore, lettore-raccoglitore di suoi libri e articoli. Le chiedo
un suo autorevole consiglio riguardo a una cara amica alla quale è stata
diagnosticata una forma iniziale di sclerosi multipla (sintomi: disturbi alla
vista, parestesie/disestesie, problemi di equilibrio nella deambulazione).
Immagino che nella sua lunga esperienza di terapeuta le siano già capitate
persone affette da un problema di questo tipo e mi chiedevo come la
riflessologia potrebbe, eventualmente, intervenire a sostegno... fermo restando
che, come giustamente ha già fatto notare più volte, non è la tecnica in sé
quanto chi la esercita a svolgere un’azione terapeutica.
La ringrazio per una sua eventuale risposta e per tutte le altre brillanti e
interessanti riflessioni (non è un gioco di parole) sui vari temi trattati. Con
profonda stima.Francesco
Buon giorno Francesco.
La sclerosi multipla o sclerosi a placche è una
patologia dall'eziologia sconosciuta. La grande varietà di sintomi e la sua
evoluzione sono differenti da individuo a individuo, cosa che comporta
l'impossibilità reale di quantificare in termini oggettivi la reale efficacia
delle differenti terapie.
Se dovessimo fare un grafico dell'evoluzione di questa
patologia ci si renderebbe subito conto di quanto possa essere variegato: alcune
persone sembrano migliorare per poi avere dei picchi di recrudescenza del male,
altre vivono un graduale peggioramento, in alcuni casi c'è una stabilizzazione
che fa ben sperare per poi precipitare in limitazioni funzionali importanti.
L'evoluzione è assolutamente soggettiva. Per la verità
mi sono capitati pochi casi durante il mio percorso professionale, essendo
considerata una malattia grave non ci si rivolge a un "reflessologo". Le poche
persone che ho trattato per questa specifica patologia hanno comunque avuto dei
benefici, diretti o collaterali, ma illudere qualcuno sull'efficacia
incontrovertibile della Reflessologia Zu o di qualunque altra tecnica
terapeutica per questa patologia sarebbe solo immorale.
Laozu Baldassarre
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Un caso clinico |
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Buon giorno Laozu, sono
una tua allieva del 3° anno.
Mi permetto di disturbarti per chiederti alcune indicazioni e consigli. Si è
presentato da me un paziente sottoponendomi questo caso: uomo, 53 anni, con
attività intestinale a detta sua "regolare". Da qualche settimana accusa fastidi
(non dolori veri e propri) alla pancia, nella zona intestinale. Si scarica e le
feci sono solide, ma una volta terminata l'evacuazione continua a sentirsi
gonfio e la pancia appare dura. Dice di non pasticciare a tavola: solitamente
consuma carboidrati a pranzo e proteine a cena (soprattutto pesce). Mangia
frutta e verdura, difficilmente dolci. Da quando avverte il problema ha
aumentato il consumo di verdure cotte e minestre ma senza avvertire
miglioramenti.
Il suo medico gli ha suggerito che si possa trattare di colon irritabile,
probabilmente causato da stanchezza o stress. In effetti mi ha confidato di
vivere un momento particolarmente teso in campo lavorativo. Con queste premesse
ho pensato che la problematica sia da ricercarsi in una causa di tipo
psicosomatico/energetico. Mi sentirei quasi di escludere la causa organica.
Dall'osservazione dei piedi non è emersa nessuna particolarità morfologica;
appare armonioso, asciutto, senza callosità particolari; nessun dito sovrapposto
o sottoposto. L'unica "anomalia", se così si può definire, è quella di averlo
trovato un tantino "rigido" e "pieno".
Così ho cominciato a massaggiarlo per cercare di ammorbidirlo, "svuotarlo",
lavorando in dispersione. Ora però vorrei aiutarlo a risolvere il fastidio
all'intestino. Cosa ne pensi? Come posso agire dato che le mie conoscenze in
psicosomatica ed energetica sono ancora limitate?
Grazie, un cordiale saluto.Daniela
Ciao Daniela.
Complimenti per l’esposizione del caso. Già è un punto a tuo favore, quando mi
ponete quesiti in questi termini mi sento orgoglioso di voi. Se il gonfiore
addominale fosse determinato da fattori fermentativi nello stomaco, l’aria
presente la eliminerebbe attraverso eruttazioni, a livello colon ci sarebbe
flatulenza...
Quindi a questo punto non ci resta che da prendere in considerazione
l’intestino tenue che non ha vie d’uscita dirette con l’esterno. Dalla tua
descrizione però è da escludere la componente organica, in questo caso
l’alimentazione, che come giustamente hai riferito non dovrebbe essere la causa
principale. L’intestino tenue ci ricorda la forma del cervello.
Comunemente problemi di origine emozionale sono somatizzati a livello
intestinale. Quando i pensieri si fanno aggrovigliati, compulsivi, facilmente si
somatizzano nell’intestino tenue, colorato rosso nella nostra mappa
reflessologica come il cuore, entrambi appartengono al movimento fuoco,
dinamizzazione di tutte le funzioni fino a creare un "ingolfamento" di esse.
Cuore e intestino tenue in energetica si associano ai meridiani Shou Shaoyin e
Shou Taiyang, per cui sui piedi non denunciano una sintomatologia
corrispondente. Il primo consiglio terapeutico che posso darti e di massaggiare
l'area riflessa plantare del diaframma, situata sotto le epifisi distali dei
metatarsi, in piedi e con le spalle al paziente, dev'essere massaggiata con la
punta delle dita poste a uncino. Il diaframma così sollecitato libererà i
movimenti del cuore e dei polmoni verso l'alto e del colon e dell'intestino
verso il basso. Il cavo del piede, in corrispondenza dei metatarsi, deve essere
sollecitato con una forza appropriata con la tecnica delle "cinque righe e
quattro spazi".
Dell'area dorsale, interessata dai meridiani Zu, primariamente devi
massaggiare il tratto terminale dello Zu Yang Ming (Stomaco) con il secondo dito
della mano dal punto St.41 al punto St.45, disperdendo... Ti ricordo che lo
stomaco oltre che portare l’energia dall’alto verso il basso, la porta anche
dall’esterno verso l’interno, quindi con una importante componente
pisicosomatica.
Il livello Yang Ming è più profondo del Tai Yang, quindi stiamo agendo a
livello preventivo: "Il piccolo operaio insegue la malattia, il grande medico la
precede..."
Poi è da massaggiare il tratto dello Zu Tai Yang, con il quinto dito della
mano da V60 a V67 con la stessa tecnica. Avrei ancora altre indicazioni da darti
ma te le darò a voce alla prima occasione, buon lavoro.
Laozu Baldassarre
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Morfologia Zu |
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Egregi Signori,
sono una operatrice del benessere (estetista con abilitazione professionale)
specializzata nei massaggi (riflessologia plantare, linfodrenaggio, aromaterapia
etc.) che lavora e vorrebbe perfezionarsi sempre di più.
A questo proposito vorrei sapere che iter di studi mi potreste consigliare
considerando che agli inizi del 2000 ho conseguito già 3 diplomi in
riflessologia plantare e quindi non sono una principiante in materia. Ho letto
che aprite i corsi anche solo nei week end e m'interessa il modulo di
psicosomatica riflessa. Vi chiedo cortesemente di informarmi di cosa tratta
nello specifico.
Grazie anticipatamente, distinti saluti.Elena P.
Buon giorno Elena.
L'esigenza di perfezionarti, di andare avanti sulla
strada della conoscenza ti fa onore. Sicuramente i week-end di "psicosomatica
riflessa" per chi ha già delle conoscenze di Reflessologia sono qualcosa
d'innovativo. Saranno prese in considerazione le alterazioni morfologiche del
piede: calli, callosità, deformazioni, gonfiori, avallamenti, colore, odore,
piani d'inclinazione e tutto quanto rispetto a un piede ideale s'incontrerà in
eccesso o in carenza. Informazioni che potrai trovare presso di noi raccolte nel
secondo volume di
Reflessologia Zu "Morfologia".
15/16 novembre 2008 - 24/25 gennaio 2009 sono le date
di questi due specifici week-end di morfologia. Il costo è di € 180 + I.V.A. a
week-end.
La Reflessologia Zu è una reflessologia
tridimensionale perché noi siamo tridimensionali. I piedi sono massaggiati sulla
pianta, sul dorso e medialmente. Sono utilizzate tutte e dieci le dita, non solo
il pollice. Il massaggio è esercitato con differenti intensità, velocità,
direzioni, pressioni, sfregamenti, mobilizzazioni... informazioni mirate a
raggiungere i differenti strati corporei: pelle, connettivo, vasi sanguigni,
muscoli e ossa.
Nei confronti del paziente si massaggia da seduti, in
piedi, frontalmente, di spalle, secondo l'esigenza della direzione e della forza
che deve essere impressa al massaggio. La presenza costante della musica,
tendenzialmente mozartiana, imprime un ritmo al massaggio che ne esalta la
percezione e la funzione. La conoscenza e l'applicazione dei principi della
Medicina Tradizionale Cinese, attraverso i punti d’agopuntura presenti sui
piedi, sono una peculiarità di questa tecnica. Per aumentare l'effetto del
massaggio ci sono circostanze in cui ci si avvale di strumenti non invasivi.
La nostra azione è orientata a movimentare le
potenzialità circolatorie: sanguigna, (arteriosa e venosa), linfatica ed
elettrica, con il fine di stimolare le fisiologiche capacità di auto guarigione.
Spero al più presto di averti tra i nostri allievi. Buon lavoro.
Laozu Baldassarre
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