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Novembre 2008
Una precisazione su piedi "maschili" e "femminili"
Salve, in uno dei vostri scritti ho trovato questa frase:

...Il piede sinistro si adduce rispetto ad un asse centrale, significa che la catena muscolare del lato sinistro è più contratta. C'è un utilizzo predominante dell'emisfero cerebrale sinistro a discapito del destro. Ci troviamo di fronte a un soggetto con una forma mentis maschile in un corpo femminile...

Mi domando se sia corretto dato che, essendo l'emisfero destro a comandare la muscolatura della parte sinistra del corpo, ci dovrebbe essere un emisfero destro che lavora in maniera predominante causando una tensione sul lato sinistro del corpo... ma forse sbaglio.
Saluti.

Denis


Gli emisferi cerebrali controllano i muscoli "volontari" controlaterali del nostro corpo, l'incrocio sussiste a livello della sella turcica: evidente per esempio nel caso di una persona colpita da ictus cerebrale, se è interessato l'emisfero cerebrale destro, si riduce la mobilità dell'occhio destro, tirando fuori la lingua si sposta a destra, il lato destro del viso appare contratto...

Contro lateralmente sono compromessi i muscoli volontari del lato sinistro, l'andatura dell'arto inferiore diviene "a falce"... L'adduzione o l'abduzione di un piede o di un arto inferiore di una persona sdraiata che non ha problemi di questa entità, è determinata dalla contrazione involontaria di muscoli volontari, che in questa circostanza sono involontariamente contratti, ciò significa che l'informazione ha origine dall'emisfero cerebrale omolaterale e interessa la parte involontaria dei muscoli volontari.

I nostri trattamenti reflessologici ottengono un immediato rilassamento di questi muscoli confermando quanto appena affermato. Con i nostri massaggi otteniamo la decontrazione involontaria di muscoli volontari involontariamente contratti, determiniamo un rilassamento che origina a livello ipotalamico e non dalla corteccia cerebrale, come avviene con atteggiamenti volontari, pertanto l'effetto del rilassamento ottenuto in maniera involontaria è molto più duraturo nel tempo. In questa circostanza come esempio esplicativo propongo: "...è come se stessi depositando informazioni nell'hard disk senza passare per il video..." .

Laozu Baldassarre

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Il riconoscimento della professione di reflessologo
Mi chiamo Christian, sono laureato in Scienze Motorie e vivo a Milano.

Da tempo la riflessologia plantare mi ha affascinato e sarei interessato, eventualmente nel prossimo futuro, ad iniziare un percorso in questa disciplina.

Però ho sempre voluto chiarirmi un dubbio forse anche lecito per i tempi che corrono... Ma la riflessologia a tutt'oggi è riconosciuta a livello statale? forse è meglio dire... se esiste una legge in Italia che ne stabilisce i limiti di applicazione che ne determini anche una tutela giuridica.

La ringrazio per la disponibilità. Distinti saluti.

Christian


Buon giorno Christian, Nessuna delle così dette medicine naturali, complementari, alternative... a oggi è riconosciuta in Italia, neanche l'agopuntura, l'omeopatia, la chiropratica, l'omotossicologia, eccetera, anche se sono praticate da medici.

Una legislazione che ne autorizzi l'uso non esiste perché il Ministero della Sanità non le ha mai riconosciute e l'Ordine dei Medici le osteggia apertamente. Scuole di Agopuntura, Omeopatia e assimilate organizzano corsi in aule universitarie e ospedaliere (affittano l'aula magna), per dare una parvenza di ufficialità e prestigio ai loro nomi ingannando così i più sprovveduti.

Nel rispetto del giuramento ippocratico "Primum non nocere", qui di seguito un estratto del nostro codice deontologico che puoi consultare sul sito dell'Associazione Reflessologi Zu (www.arezu.org).

Lo stato autorizza qualunque cosa che non sia espressamente proibito dalla legge.

Art. 6 Limiti della professione
Non invadere le attività delle professioni già esistenti, riconosciute e regolamentate per legge. I limiti della professione sono quelli stabiliti dalle attuali leggi, fino a che non ne saranno emanate di specifiche per il settore. Si fa presente che violazioni in questo senso possono essere penalmente e civilmente perseguibili.

Art. 7 Obblighi per l'esercizio della professione
Per esercitare la professione sono necessarie le seguenti condizioni:

1. Adesione al Codice Deontologico, che regola il corretto esercizio della professione e ne definisce principi e norme.
2. Avere un'assicurazione adeguata che copra i rischi da eventuali incidenti che possono verificarsi nello svolgimento della professione.
3. Il Reflessologo Zu esegue un check-up reflessologico.
4. Non prescrive nessun tipo di farmaco o altro per via orale.
5. Non utilizza apparecchiature elettromedicali.
6. Le tecniche applicate per l'intervento di riequilibrio non costituiscono e non sostituiscono terapie mediche...

Laozu Baldassarre

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La reflessologia plantare a supporto dei disabili
Buongiorno.
Ho una conoscenza autodidatta della riflessologia plantare che vorrei approfondire prima di intraprendere dei corsi specifici, ho un quesito da porre a un esperto: la riflessologia plantare può avere dei benefici in caso di disabili paraplegici?

Sarei grata se m'indicasse un esperto con cui discutere l'argomento. Grazie per la gentile disponibilità.
Saluti e buona giornata.

Roberta G.


Buon giorno Roberta.

 La Reflessologia Zu, come quasi tutte le tecniche naturali, è indicata soprattutto per le problematiche funzionali. Se la paraplegia è di origine organica non ti fare illusioni per la sua risoluzione.

Con la Reflessologia Zu sicuramente sono aiutabili tutte le funzioni collaterali del problema direttamente e aggirando l‘ostacolo organico sostenendo e accelerando la riproduzione dei differenti tessuti interessati.

Laozu Baldassarre

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La sclerosi multipla (sclerosi a placche)
Buongiorno Sig. Baldassarre,
sono un suo estimatore, lettore-raccoglitore di suoi libri e articoli. Le chiedo un suo autorevole consiglio riguardo a una cara amica alla quale è stata diagnosticata una forma iniziale di sclerosi multipla (sintomi: disturbi alla vista, parestesie/disestesie, problemi di equilibrio nella deambulazione).

Immagino che nella sua lunga esperienza di terapeuta le siano già capitate persone affette da un problema di questo tipo e mi chiedevo come la riflessologia potrebbe, eventualmente, intervenire a sostegno... fermo restando che, come giustamente ha già fatto notare più volte, non è la tecnica in sé quanto chi la esercita a svolgere un’azione terapeutica.

La ringrazio per una sua eventuale risposta e per tutte le altre brillanti e interessanti riflessioni (non è un gioco di parole) sui vari temi trattati. Con profonda stima.

Francesco


Buon giorno Francesco.

La sclerosi multipla o sclerosi a placche è una patologia dall'eziologia sconosciuta. La grande varietà di sintomi e la sua evoluzione sono differenti da individuo a individuo, cosa che comporta l'impossibilità reale di quantificare in termini oggettivi la reale efficacia delle differenti terapie.

Se dovessimo fare un grafico dell'evoluzione di questa patologia ci si renderebbe subito conto di quanto possa essere variegato: alcune persone sembrano migliorare per poi avere dei picchi di recrudescenza del male, altre vivono un graduale peggioramento, in alcuni casi c'è una stabilizzazione che fa ben sperare per poi precipitare in limitazioni funzionali importanti.

L'evoluzione è assolutamente soggettiva. Per la verità mi sono capitati pochi casi durante il mio percorso professionale, essendo considerata una malattia grave non ci si rivolge a un "reflessologo". Le poche persone che ho trattato per questa specifica patologia hanno comunque avuto dei benefici, diretti o collaterali, ma illudere qualcuno sull'efficacia incontrovertibile della Reflessologia Zu o di qualunque altra tecnica terapeutica per questa patologia sarebbe solo immorale.

Laozu Baldassarre

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Un caso clinico
Buon giorno Laozu, sono una tua allieva del 3° anno.

Mi permetto di disturbarti per chiederti alcune indicazioni e consigli. Si è presentato da me un paziente sottoponendomi questo caso: uomo, 53 anni, con attività intestinale a detta sua "regolare". Da qualche settimana accusa fastidi (non dolori veri e propri) alla pancia, nella zona intestinale. Si scarica e le feci sono solide, ma una volta terminata l'evacuazione continua a sentirsi gonfio e la pancia appare dura. Dice di non pasticciare a tavola: solitamente consuma carboidrati a pranzo e proteine a cena (soprattutto pesce). Mangia frutta e verdura, difficilmente dolci. Da quando avverte il problema ha aumentato il consumo di verdure cotte e minestre ma senza avvertire miglioramenti.

Il suo medico gli ha suggerito che si possa trattare di colon irritabile, probabilmente causato da stanchezza o stress. In effetti mi ha confidato di vivere un momento particolarmente teso in campo lavorativo. Con queste premesse ho pensato che la problematica sia da ricercarsi in una causa di tipo psicosomatico/energetico. Mi sentirei quasi di escludere la causa organica.

Dall'osservazione dei piedi non è emersa nessuna particolarità morfologica; appare armonioso, asciutto, senza callosità particolari; nessun dito sovrapposto o sottoposto. L'unica "anomalia", se così si può definire, è quella di averlo trovato un tantino "rigido" e "pieno".

Così ho cominciato a massaggiarlo per cercare di ammorbidirlo, "svuotarlo", lavorando in dispersione. Ora però vorrei aiutarlo a risolvere il fastidio all'intestino. Cosa ne pensi? Come posso agire dato che le mie conoscenze in psicosomatica ed energetica sono ancora limitate?

Grazie, un cordiale saluto.

Daniela


Ciao Daniela.

Complimenti per l’esposizione del caso. Già è un punto a tuo favore, quando mi ponete quesiti in questi termini mi sento orgoglioso di voi. Se il gonfiore addominale fosse determinato da fattori fermentativi nello stomaco, l’aria presente la eliminerebbe attraverso eruttazioni, a livello colon ci sarebbe flatulenza...

Quindi a questo punto non ci resta che da prendere in considerazione l’intestino tenue che non ha vie d’uscita dirette con l’esterno. Dalla tua descrizione però è da escludere la componente organica, in questo caso l’alimentazione, che come giustamente hai riferito non dovrebbe essere la causa principale. L’intestino tenue ci ricorda la forma del cervello.

Comunemente problemi di origine emozionale sono somatizzati a livello intestinale. Quando i pensieri si fanno aggrovigliati, compulsivi, facilmente si somatizzano nell’intestino tenue, colorato rosso nella nostra mappa reflessologica come il cuore, entrambi appartengono al movimento fuoco, dinamizzazione di tutte le funzioni fino a creare un "ingolfamento" di esse.

Cuore e intestino tenue in energetica si associano ai meridiani Shou Shaoyin e Shou Taiyang, per cui sui piedi non denunciano una sintomatologia corrispondente. Il primo consiglio terapeutico che posso darti e di massaggiare l'area riflessa plantare del diaframma, situata sotto le epifisi distali dei metatarsi, in piedi e con le spalle al paziente, dev'essere massaggiata con la punta delle dita poste a uncino. Il diaframma così sollecitato libererà i movimenti del cuore e dei polmoni verso l'alto e del colon e dell'intestino verso il basso. Il cavo del piede, in corrispondenza dei metatarsi, deve essere sollecitato con una forza appropriata con la tecnica delle "cinque righe e quattro spazi".

Dell'area dorsale, interessata dai meridiani Zu, primariamente devi massaggiare il tratto terminale dello Zu Yang Ming (Stomaco) con il secondo dito della mano dal punto St.41 al punto St.45, disperdendo... Ti ricordo che lo stomaco oltre che portare l’energia dall’alto verso il basso, la porta anche dall’esterno verso l’interno, quindi con una importante componente pisicosomatica.

Il livello Yang Ming è più profondo del Tai Yang, quindi stiamo agendo a livello preventivo: "Il piccolo operaio insegue la malattia, il grande medico la precede..."

Poi è da massaggiare il tratto dello Zu Tai Yang, con il quinto dito della mano da V60 a V67 con la stessa tecnica. Avrei ancora altre indicazioni da darti ma te le darò a voce alla prima occasione, buon lavoro.

Laozu Baldassarre

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Morfologia Zu
Egregi Signori,

sono una operatrice del benessere (estetista con abilitazione professionale) specializzata nei massaggi (riflessologia plantare, linfodrenaggio, aromaterapia etc.) che lavora e vorrebbe perfezionarsi sempre di più.

A questo proposito vorrei sapere che iter di studi mi potreste consigliare considerando che agli inizi del 2000 ho conseguito già 3 diplomi in riflessologia plantare e quindi non sono una principiante in materia. Ho letto che aprite i corsi anche solo nei week end e m'interessa il modulo di psicosomatica riflessa. Vi chiedo cortesemente di informarmi di cosa tratta nello specifico.

Grazie anticipatamente, distinti saluti.

Elena P.

Buon giorno Elena.

L'esigenza di perfezionarti, di andare avanti sulla strada della conoscenza ti fa onore. Sicuramente i week-end di "psicosomatica riflessa" per chi ha già delle conoscenze di Reflessologia sono qualcosa d'innovativo. Saranno prese in considerazione le alterazioni morfologiche del piede: calli, callosità, deformazioni, gonfiori, avallamenti, colore, odore, piani d'inclinazione e tutto quanto rispetto a un piede ideale s'incontrerà in eccesso o in carenza. Informazioni che potrai trovare presso di noi raccolte nel secondo volume di Reflessologia Zu "Morfologia".

15/16 novembre 2008 - 24/25 gennaio 2009 sono le date di questi due specifici week-end di morfologia. Il costo è di € 180 + I.V.A. a week-end.

La Reflessologia Zu è una reflessologia tridimensionale perché noi siamo tridimensionali. I piedi sono massaggiati sulla pianta, sul dorso e medialmente. Sono utilizzate tutte e dieci le dita, non solo il pollice. Il massaggio è esercitato con differenti intensità, velocità, direzioni, pressioni, sfregamenti, mobilizzazioni... informazioni mirate a raggiungere i differenti strati corporei: pelle, connettivo, vasi sanguigni, muscoli e ossa.

Nei confronti del paziente si massaggia da seduti, in piedi, frontalmente, di spalle, secondo l'esigenza della direzione e della forza che deve essere impressa al massaggio. La presenza costante della musica, tendenzialmente mozartiana, imprime un ritmo al massaggio che ne esalta la percezione e la funzione. La conoscenza e l'applicazione dei principi della Medicina Tradizionale Cinese, attraverso i punti d’agopuntura presenti sui piedi, sono una peculiarità di questa tecnica. Per aumentare l'effetto del massaggio ci sono circostanze in cui ci si avvale di strumenti non invasivi.

La nostra azione è orientata a movimentare le potenzialità circolatorie: sanguigna, (arteriosa e venosa), linfatica ed elettrica, con il fine di stimolare le fisiologiche capacità di auto guarigione. Spero al più presto di averti tra i nostri allievi. Buon lavoro.

Laozu Baldassarre

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