Il testo tradotto dal cinese, più
comune in occidente, è quello di Richard Wilhelm, trascritto
dall’edizione manciù di Zhu Xi, XIII° sec.
d.C., edizione imperiale del 1713. Wilhelm missionario cristiano
protestante in Cina, parlando del rispetto per la cultura cinese,
in una occasione ebbe a dire: «Sono trent’anni che
sono in Cina, ma non ho battezzato nemmeno un cinese.»
Allievo del maestro confuciano Lau Nai Suann, la traduzione
risente notevolmente dell’influenza della cultura confuciana,
i consulti che si ricevono presso lo Zu Center invece sono d’orientamento
taoista.
L’interpretazione avviene attraverso la decodificazione
dei ba gua, otto trigrammi, base di studio anche dell’agopuntura
e della Riflessologia Zu.
Il testo cinese della leggenda dice che Fu Xi, i ba gua li aveva
ravvisati sul dorso di una tartaruga uscita dal Fiume Giallo.
Storicamente Fu Xi è stato un personaggio reale quanto
l'Adamo biblico. Re Wen e il Duca di Zhou sono realmente esistiti,
ma alla maniera di Achille e Rolando: compiendo molte più
imprese da morti che da vivi.
Nessuno inventa l'Yi Jing, non rivendicato da nessun autore,
si costruisce da se, come un grande patchwork che ci accompagna
fin dalle sue origini, perfezionandosi e autoassestandosi secolo
dopo secolo.
“Il tempo in cui apparve il “Libro dei Mutamenti”
era il tempo in cui stava per finire il regno degli Shang, in
cui la via del regno degli Zhou era in ascesa, Re Wen e il tiranno
Di Xin si opponevano uno all’altro”
(Yi Jing, Gran commentario, libri II, cap. 11 pag. 376 Adelphi)
Dinastia Shang I° Periodo XVII/XV°
a.C.
(Si scruta il futuro attraverso la divinazione)
II° Periodo XV/XII° a.C.
(Generazione della scrittura)
Dinastia Zhou I° Periodo XII/VIII°
a.C.
(Formazione del testo)
551 - 479 a.C. l'apporto di Confucio
V/IV° a.C.
(Creazione degli esagrammi)
Nel 1974 a Mawangdui, vicino a Changsha
capoluogo della provincia dell’Hunan, nella Cina centrale,
durante gli scavi di una tomba costruita nel 168 a.C. è
stato rinvenuto un pezzo di seta largo 49 cm. e lungo 85 cm.,
su cui si trovano scritti con inchiostro nero il testo dei
64 esagrammi dell'Yi Jing, nonché alcuni dialoghi tra
Confucio e i suoi discepoli sull'interpretazione del libro
e brani di altri commenti. Questo manoscritto, insieme ad
un altro, scolpito su strisce di bambù e ritrovato
agli inizi degli anni '70 a Puyang, è uno dei più
antichi reperti dell'Yi Jing oggi esistenti.
Nella sezione degli Approfondimenti:
I "paletti" dell'intuizione, ovvero gli elementi per un metodo ragionevole di interpretazione dell'I
Ching...
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