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All'inizio del mio cammino sulla via della Riflessologia del Piede il mio entusiasmo era tale che toccavo i piedi di tutte le persone che frequentavo fino a togliergli le scarpe personalmente se si dimostravano restii a farlo... |
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I.A.R.S. (Identificazione Aree Riflesse Sensibili) MOVIMENTO LEGNO Vescicola biliare e fegato Visione plantare, piede destro, quarto metatarso: l’epifisi distale è il punto riflesso della cistifellea, che è posta sul lato destro del nostro corpo. L’area attorno a questo punto diventa l’area riflessa del fegato. La forma di quest’area non è casuale, ma ricalca la callosità che viene a generarsi quando una persona ha delle problematiche più o meno evidenti relative al fegato. Questi aspetti saranno approfonditi nei capitoli successivi. L’area riflessa della cistifellea è in assoluto sempre più sensibile dell’area circostante, quella del fegato, riproponendo il parallelismo sintomatico. Infatti è sufficiente un piccolo calcolo nella cistifellea o nel coledoco per generare una dolorosissima colica epatica, che sintomaticamente è una manifestazione molto yang, cioè acuta, mentre un fegato anche molto ammalato, cirrosi epatica o tumore, non avrà proporzionalmente una sintomatologia altrettanto importante, trattandosi di patologie croniche che daranno sintomaticamente delle manifestazioni sorde e diffuse, cioè yin. Nelle edizioni precedenti della mappa, per essere più aderente al realismo anatomico che a quello grafico riflesso, avevo rappresentato anche il coledoco, che però, in un’ottica reflessologica podalica non è evidenziabile perché non è sensibile, perciò non identificabile. Per questo motivo nelle rappresentazioni grafiche più recenti è stato omesso. Il fegato è colorato in verde assieme alla cistifellea per il riferimento al Movimento Legno. Gli occhi Secondo la visione taoista esiste una relazione tra fegato e occhi: "gli occhi sono la luce del fegato" il fegato si apre negli occhi", questi li indicheremo su ambedue i piedi, visione plantare sul secondo e terzo dito nelle articolazioni falangina-falangetta, con due cerchietti. Perché due dita per un occhio e due dita per un orecchio? Nelle numerose mappe della riflessologia (reflessologia) del Piede tutti gli esponenti di questa disciplina collocano quest’area alla base delle falangi. Quando durante la mia ricerca incontravo persone con occhiali spessi come fondi di bottiglia, miopi come talpe, toccando la base delle dita riscontravo che i sintomi non erano proporzionali alla gravità della loro affezione. Mi si ripresentava una situazione analoga a quella riscontrata già con quel soggetto, la cui risposta reflessologica della zona del cuore non era proporzionale alla gravità del suo disturbo. Toccando quindi un pochino più in su, più in giù, più a lato, cambiando l’inclinazione del dito e generando quindi una differente pressione, un "eureka" affiorò alle mie labbra: l’epicentro del dolore, dopo verifica di tantissimi casi, si localizzava decisamente sull’articolazione falangina-falangetta. Su questo punto non è nemmeno necessaria una pressione, basta una semplice carezza a provocare un improvviso sussulto per l’inaspettato dolore avvertito dal paziente. La catalogazione dei dati continuava, e un altro limite cominciò a evidenziarsi quando, ad alcuni pazienti che non portavano occhiali ma che riscontravano un’ipersensibilità nell’area riflessa da me identificata, chiedevo se fossero miopi. Alcuni confermavano una manifesta miopia maggiore in un occhio rispetto all’altro coerentemente a ciò che la loro sintomatologia mi comprovava. Ma alcuni non denunciavano miopia, bensì presbiopia o astigmatismo. La ricerca mi induceva a dare una svolta ancora più analitica. La risposta al mio quesito iniziale: "Perché due dita per un occhio?" "Perché due dita per un orecchio?" venne: il secondo dito mi dava l’indicazione ormai consolidata della miopia, il terzo dito invece acquisiva il significato di presbiopia. Nei giovani non poteva sussistere la presbiopia, caratteristica dell’invecchiamento, ed ecco quindi che lo stesso punto per un giovane e per un vecchio acquistava significati diversi. Nel giovane, l’articolazione falangina-falangetta del terzo dito fornisce l’indicazione di astigmatismo, nelle persone anziane la stessa area riflessa diventa indice di presbiopia. È una persona con caratteristiche più specificamente relazionabili al Movimento Legno. Il miope è una persona meticolosa, precisa, che ha quasi l’ossessione del particolare, per cui gli sfugge il generale. Quando legge il giornale il miope riesce a mettere a fuoco una riga per volta, quindi dovrà avvicinarsi molto al foglio fino quasi a toccarlo col naso, ciò che è un aspetto caratteristico dei giovani: passionali, viscerali, con il sangue agli occhi. Il presbite quando legge deve allontanare lo scritto per metterlo a fuoco, impossibilitato a fare altrimenti, quindi gli sfuggiranno i particolari. Se inseriamo il giornale nel sistema già precedentemente accennato, di microcosmo-macrocosmo, ecco che il micro diventa il piccolo fatto di cronaca locale, su cui si concentrerà il miope, mentre il presbite tenderà a una visione molto più ampia degli stessi avvenimenti. Muscolo trapezio Nella metafisi, parte centrale dell’osso, della prima falange del secondo dito di ambo i piedi troviamo sulla mappa un cerchietto colorato in verde che corrisponde al punto riflesso del muscolo trapezio. Muscolo sternocleidomastoideo Nella visione dorsale, invece, opposta alla plantare, troviamo il suo muscolo antagonista: lo sternocleidomastoideo, situato nello spazio infraosseo tra secondo e terzo metatarso, su tutti e due i piedi in quanto anche questo è un muscolo bilaterale. La parola sternocleidomastoideo è composta da tre termini: sterno, riferito all’osso mediale del torace, cleido riferito alla clavicola, mastoideo riferito all’osso mastoide, protuberanza evidente della parte inferiore laterale e posteriore del cranio. Il trapezio destro è antagonista del trapezio sinistro, lo sternocleidomastoideo destro è antagonista del suo omonimo sinistro. I trapezi sono antagonisti degli sternocleidomastoidei. Pene-vagina Il trattino situato sotto il malleolo interno sopra l’area riflessa dell’utero-prostata corrisponde, in una maniera un po’ impropria, dato il colore verde relativo ai muscoli, al pene o vagina. Muscolatura addominale Sotto la linea del diaframma, nella visione dorsale, abbiamo i tre cuneiformi che con il cuboide vengono a rappresentare la muscolatura addominale ed essendo muscoli saranno colorati di verde. Facciamo un salto nella visione laterale esterna ed evidenziamo ancora con un’altra proiezione laterale parte della muscolatura addominale. Glutei Ciò che va a coprire la parte esterna del calcagno, che rappresenta il bacino, è la zona riflessa dei glutei. |
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