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All'inizio del mio cammino sulla via della Riflessologia del Piede il mio entusiasmo era tale che toccavo i piedi di tutte le persone che frequentavo fino a togliergli le scarpe personalmente se si dimostravano restii a farlo... |
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I.A.R.S. (Identificazione Aree Riflesse Sensibili) MOVIMENTO TERRA Siamo giunti al giallo (nell’itinerario cronologico). Seguendo la logica dei Cinque Movimenti avremmo dovuto prendere in considerazione prima il rosso, ma le motivazioni di questa scelta saranno spiegate successivamente. La milza Troviamo la milza sul piede sinistro, terzo prossimale dello spazio infraosseo situato tra il quarto e il quinto metatarso della visione plantare. L’esofago La zona dell’esofago, benché sia questo un organo unico e centrale, si è rivelata nettamente più sensibile sul piede sinistro; quindi diventa un’eccezione rispetto agli enunciati precedenti, in cui si affermava che le zone riflesse relative agli organi unici e centrali si trovano metà su un piede e metà sull’altro. La sua esatta dislocazione diventa lo spazio infraosseo tra le due prime falangi del piede sinistro, che continua poi nello spazio infraosseo, tra il primo e il secondo metatarso, dove si immette nella zona relativa allo stomaco. Il cardias Nel terzo distale dello spazio intrametatarsale appena nominato, un cerchietto sta a indicare il cardias, muscolo sfintere. Gli sfinteri sono muscoli circolari, come l’orbicolare dell’occhio, della bocca, dell’ano. Il piloro Sul piede destro, nello spazio infraosseo tra il primo e il secondo metatarso ma nel terzo prossimale, c’è un altro cerchietto che sta a indicare il piloro, valvola vera e propria che chiude lo stomaco. Lo stomaco Tra il cardias e il piloro è situato lo stomaco, vagamente rappresentato nella sua forma anatomica. Il cardias in alto a sinistra, il piloro in basso a destra: due aree che segnano l’entrata e l’uscita dello stomaco, colore giallo. Lo stomaco viene chiamato anche cavità gastrica. Il primo metatarso che lo ospita presenta appunto una cavità. Il duodeno Dal piloro inizia quella parte dell’intestino tenue che viene denominata duodeno. Dal punto di vista dell’anatomia occidentale questo, anche per la sua morfologia, appartiene all’intestino tenue; invece i cinesi lo associano ancora allo stomaco, infatti fisiologicamente la sua funzione è più vicina a quella dello stomaco che a quella dell’intestino tenue, che troveremo in rosso. Il pancreas La testa del pancreas si colloca nell’ansa duodenale (piede destro, primo metatarso, terzo prossimale); il corpo e la coda, invece, sul piede sinistro, primo metatarso, terzo prossimale. Cavo ascellare Nella visione dorsale avevamo identificato l’articolazione della spalla sull’epifisi distale del quinto metatarso. La stessa area, vista dalla visione plantare, ci fa evidenziare non più una sporgenza ma una cavità, che corrisponde al cavo ascellare. Questa è la sede di un’importante stazione linfonodale predisposta alla produzione di linfociti (globuli bianchi). I linfociti si attivano, in questo specifico caso, per la difesa della spalla, dei seni mammellari e della parte alta dei polmoni. Gruppo gola Le ossa sesamoidi sono due ossicine dislocate sulla testa distale del primo metatarso. Alla nascita sono due piccoli nuclei ossei circondati da cartilagine. Si solidificheranno durante la loro crescita, che cesserà nel periodo puberale: dodici anni circa per il sesso femminile, quattordici circa per il sesso maschile. Come dislocazione ci troviamo alla base del collo, dove è situata la tiroide con le paratiroidi e il timo. Chiameremo globalmente quest’area, gruppo gola. L’identificazione dell’area riflessa sensibile deve procedere generando con il pollice una lieve pressione dal basso verso l’alto sotto l’osso sesamoide, quello posto più centralmente, per quanto concerne la tiroide, e lateralmente, il secondo sesamoide, per quanto concerne le paratiroidi. Nella visione yin/yang, la tiroide determina il dimagrimento e l’ingrassamento patologico, quindi un’espansione o una contrazione in senso orizzontale, mentre il timo determina il gigantismo e il nanismo, quindi una espansione o una contrazione in senso verticale. Infatti il timo riduce gradatamente la sua attività in relazione allo sviluppo fisico dell’individuo, per cui se cessa prima del previsto la sua attività avremo come risultato un nano, se la cessazione della sua attività ritarda avremo un gigante. Sconsigliamo l’uso dei plantari in età anteriore al periodo puberale, quando le ossa sesamoidi non hanno completato il loro sviluppo e hanno ancora una percentuale cartilaginea che verrebbe ad essere compressa, subendo quindi uno sviluppo abnorme. Circolazione linfatica superiore Gli spazi interdigitali, pizzicati con la punta delle dita, evidenziano in molti casi una sensibilità superiore alle aspettative. I cinesi li chiamano baxie, che significa "otto demoni", proprio perché estremamente dolorosi quando si è costretti a ricorrere all’infissione di aghi in queste aree. In agopuntura fanno parte del gruppo dei cosiddetti punti curiosi, fuori meridiano o meravigliosi. Reflessologicamente corrispondono alla circolazione linfatica superiore, identificata quindi nei linfonodi del collo che s’ingrossano per difenderci da attacchi esterni come fumo, polveri e freddo, soprattutto in relazione all’apparato respiratorio. L’ipofisi Nella parte centrale della seconda falange del primo dito, troviamo una piccola protuberanza molto sensibile identificata con un cerchietto giallo: questa è l’ipofisi. Se sollecitata dopo un’accurata localizzazione denuncerà tutta la sua ipersensibilità. La possiamo considerare il centro dell’apparato endocrino. Ogni ghiandola endocrina in difficoltà invia il suo messaggio di sofferenza all’ipofisi e questa ridistribuisce questo tipo di informazione a tutto l’apparato endocrino; quindi è di fondamentale importanza la sua funzionalità e di conseguenza la sua sollecitazione nel caso di problematiche di queste problematiche. Il plesso solare Per completare il giallo, nella visione plantare, abbiamo ancora due aree da definire: una è la testa distale del terzo metatarso, che corrisponde al plesso solare. Il plexus solaris non ha in realtà una ben definita corrispondenza anatomica, come il mediastino, che è una cavità cosiddetta virtuale, perché in realtà riempita dal cuore. Il plesso solare viene associato quindi a quel gruppo di gangli nervosi che partono dalle ultime vertebre dorsali e che vanno a innervare anche lo stomaco. Questo è uno dei pochi punti dove è importante la direzione del movimento nel massaggio: A) se si massaggia con la mano destra in senso orario sul piede sinistro e contemporaneamente con la mano sinistra in senso antiorario sul piede destro, otterremo una netta e immediata sensazione di rilassamento del diaframma e dei muscoli della respirazione. B) lo stesso punto, sollecitato in direzione mediale, cioè verso l’interno dei piedi, quindi in senso orario sul piede destro con la mano sinistra e in senso antiorario sul piede sinistro con la mano destra, provocherà un’eccitazione del soggetto. Possiamo definire il movimento "A" centrifugo, quindi di dispersione e rilassamento, il movimento "B" centripeto di tonificazione ed eccitazione. Il nostro cervello in questo caso subisce due forti sollecitazioni di diversa origine. La reazione del soggetto addormentato è di avere spasmi muscolari, smorfie di dolore, tachicardia, conati di vomito, estremamente pericolosi in quanto il vomito in uno stato di incoscienza può portare il paziente all’asfissia. Il massaggio del plesso solare in direzione mediale genera una stimolazione non traumatica e non dolorosa da un punto di vista fisico, ma pur sempre un’eccitazione a livello cerebrale con lo stesso meccanismo chimico-fisiologico che consente di modificare la soglia del dolore. È preferibile, quando l’anestetizzato respira spontaneamente, lasciare che smaltisca gli effetti dell’anestesia nel modo più lento possibile, così da ridurre i sintomi postumi dell’intervento chirurgico. Utero-prostata Sul calcagno troviamo un’area che in nessuna altra mappa reflessologica è localizzata in questa zona. In tutte le altre descrizioni troveremo quest’area disegnata al centro del calcagno, nella nostra, invece, è posta più in alto e all’esterno. Viene identificata con diversi nomi a seconda della provenienza. In alcune mappe tantriche sono disegnati dei pesci, in altre è definita come formazione delle ossa, in altre ancora organi sessuali o utero-prostata, nella tecnica metamorfica quest'area è denominata nascita o madre. Nei soggetti che manifestavano sintomi e patologie inerenti all’apparato genitale, non si presentava, in proporzione, la stessa sensibilità in quell’area ovunque descritta al centro del calcagno. Ancora una volta incontravo un’area messa lì esclusivamente come riempitivo di un qualcosa che doveva esserci ma non c’era. Il calcagno corrisponde a un emibacino, l’utero e la prostata sono più o meno al centro del bacino, quindi quest’area graficamente viene rappresentata al centro del calcagno che lo rappresenta, ma alla verifica non dava le reazioni presupponibili. Su ogni soggetto continuava la mia indagine del poco più su, poco più giù, più a destra, più a sinistra, più superficialmente, più profondamente, alla ricerca dell’epicentro di quella che doveva essere l’area riflessa corrispondente. La zona che si rivelò nettamente e realmente più sensibile ed efficace sintomaticamente e terapeuticamente è un’area posta più in alto e più all’esterno. Questa anatomicamente è situata sulla tuberosità anteriore inferiore lateralmente il sustentaculum tali, sotto al cuboide. La mia mentalità analogica mi ha sempre portato a cercare delle associazioni, un filo comune con queste diverse descrizioni e denominazioni di una stessa area: così "formazione delle ossa" mi riportava alla Bibbia, Adamo ed Eva. Ecco, allora, che secondo la Bibbia, Eva nasce da una costola di Adamo, quindi da un osso, perciò, sempre secondo la Bibbia, il genere umano nasce da un osso. Numerose sono le interpretazioni e i significati attribuiti alla parola nascita. I pesci delle mappe tantriche: esiste una teoria antropologica che chiama in causa l’era glaciale, asserendo che quella che ora è il pianeta terra, luogo di vita, era invece un ammasso di ghiacci che poco alla volta si sono disciolti; gradatamente si sono formati i mari, mentre sono emerse le terre con il progressivo ritiro delle acque. Animali acquatici cominciarono a vivere anche sulla terra e quindi attraverso la loro evoluzione comparve l’uomo. Animali acquatici, cioè i pesci, sono perciò all’origine della vita umana. Nel piede di Buddha, a strati, sono rappresentati diversi animali considerati gradatamente superiori, che attraverso la ruota della vita posta al centro del piede, si evolvono fino a diventare dei Buddha, parola che significa l’illuminato, per arrivare sulla punta delle dita, dove si ha la proiezione della testa, con la rappresentazione del sole, immagine di luce, illuminazione, nirvana. Nella parte più bassa lo yin, acqua, concezione; nella parte più alta lo yang, fuoco, tutto ciò che è solare. St. John identifica nell’area del calcagno la madre e la nascita. Utero-prostata, organi sessuali, è evidente il loro significato. Il calcagno è il primo osso che poggiamo a terra quando camminiamo, quindi il primo rapporto che abbiamo con la terra. Le tonsille Le aree colorate in giallo nella visione dorsale sono di notevole importanza. Su ambedue i piedi, alla base della prima falange del primo dito lato esterno (verso il secondo dito) sono situate le tonsille. Adenoidi Di fronte, alla base della prima falange del secondo dito, lato mediale, abbiamo le aree riflesse delle adenoidi. Seni mammellari Sull’epifisi prossimale del quarto metatarso incontriamo un cerchietto che corrisponde alla ghiandola mammaria e, più ampiamente, l’ovale circostante ai seni mammellari. Organi sessuali La parte più prossimale del piede, quello che viene chiamato comunemente il collo del piede, che corrisponde all’astragalo, graficamente è attraversata da una strisciolina che rappresenta il percorso che compiono le tube di Falloppio o il deferente a seconda del sesso. Questi continuano il loro percorso nella visione laterale interna e in quella esterna. Nella visione laterale interna raggiungono l’utero-prostata, nella visione laterale esterna le ovaie-testicoli. A circa un terzo tra il malleolo tibiale e la sporgenza più bassa del calcagno, sotto il sustentaculum tali, incontriamo la cavità più profonda del calcagno: l’utero-prostata. Quando i due piedi sono uniti quest’area corrisponde al centro dello spazio virtuale che si viene a creare nel bacino, un punto di massima proiezione ed espansione: l’utero. Questo è un piccolo organo di contenimento con la caratteristica di essere anche l’organo con la maggior capacità di trasformazione. Nel suo dilatarsi per contenere il feto diventa simbolo e sinonimo di ancestrali emozioni e concezioni. Nella visione laterale esterna invece, a un terzo circa tra il malleolo fibulare e il punto riflesso del ginocchio, abbiamo una tuberosità che corrisponde all’ovaio-testicolo. Questi ultimi, rispetto a un asse mediale, sono posti anatomicamente all’esterno ed ecco quindi che li ritroviamo in un’area esterna del calcagno.In corrispondenza, nella parte interna, abbiamo l’utero-prostata. A una valle, cavità, corrisponde un punto complementare opposto, un monte, pieno, sporgente. L’appendice L’appendice è identificata nel piede destro, visione plantare, poco al disotto della cavità inferiore del cuboide, nel punto dove questo si articola con il calcagno. Circolazione linfatica inguinale La rimanente area dell’astragalo la identifichiamo con la circolazione linfatica inguinale che va a riempire la cavità che viene a generarsi tra il tendine estensore lungo del primo dito e il malleolo interno, nell’area sottostante l’epifisi distale della tibia. Circolazione linfatica addominale La circolazione linfatica addominale, nella visione laterale esterna, viene a essere proiettata sotto la fibula, nella cavità generata tra i tendini estensori del quarto e quinto dito. Perciò medialmente abbiamo l’inguine e nella parte più esterna l’addome. È sempre da tener presente che la rappresentazione grafica è vista e vissuta sui due piedi che solo insieme costituiscono l’unità. Circolazione linfatica inferiore La zona posteriore distale della gamba, che termina con il tendine di Achille, non viene identificata come area riflessa: corrisponde alla circolazione linfatica inferiore e questa parte si ingrossa nelle persone che hanno problemi di stagnazione linfatica agli arti inferiori. Le caviglie gonfie sono provocate da un travaso di linfa che va a riempire gli spazi interstiziali tra il tendine di Achille e la tibia. Circolazione linfatica interna delle cosce Distalmente, anteriormente e medialmente rispetto alla tibia abbiamo la proiezione della circolazione linfatica interna delle cosce. Circolazione linfatica esterna delle cosce Distalmente, anteriormente e esternamente troviamo invece la proiezione della circolazione linfatica esterna delle cosce. Circolazione linfatica paravertebrale La circolazione linfatica paravertebrale occupa le cavità laterali mediali della prima falange del primo dito, del primo metatarso e del primo cuneiforme costeggiando quindi la colonna vertebrale. |
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