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Libri Zu - Volume I°

All'inizio del mio cammino sulla via della Riflessologia del Piede il mio entusiasmo
era tale che toccavo i piedi di tutte le persone che frequentavo fino a togliergli
le scarpe personalmente se si dimostravano restii a farlo...
 
RIFLESSOLOGIA
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Indice:
Reflessologia Zu
Il Dao (prima parte)
Il Dao (seconda parte)
Movimento Legno
Movimento Fuoco
Movimento Terra
Movimento Metallo
Movimento Acqua
Il piede
Il Piede tra Microcosmo e Macrocosmo
Come agiscono i punti riflessi...
I.A.R.S. (Identificazione Aree Riflesse Sensibili) - ACQUA
I.A.R.S. (Identificazione Aree Riflesse Sensibili) - LEGNO
I.A.R.S. (Identificazione Aree Riflesse Sensibili) - FUOCO
I.A.R.S. (Identificazione Aree Riflesse Sensibili) - TERRA
I.A.R.S. (Identificazione Aree Riflesse Sensibili) - METALLO
Breve storia della Reflessologia
IL DAO (seconda parte)

L’uomo vive questa relazione con la natura non come un uccello nel cielo e nemmeno come un animale soltanto sulla terra. L’uomo vive una condizione speciale e sviluppa la coscienza che il suo essere è situato tra cielo e terra. L’ideogramma che rappresenta questo principio ci indica in modo schematico che il pugno è tondo come la testa e la volta celeste, mentre il piede è quadrato come il corpo e la terra. Tra cielo e terra è situato l’uomo, all’incrocio dell’energia yin della terra, che sale e dell’energia yang del sole, che scende.

Il principio espresso da questo ideogramma è rappresentato anche nelle monete cinesi. Queste avevano una forma circolare con un buco quadrato nel mezzo: il cerchio periferico della moneta si proietta verso l’infinito mentre il quadrato al centro è limitato come la terra; tra il quadrato interno e il cerchio esterno è situato l’uomo.

Gli stessi principi con simboli diversi li troviamo in culture e popoli anche apparentemente lontani tra di loro: assiri, indiani, massoni. Simboli comuni sono il compasso e la squadra: il compasso rappresenta il cerchio, la perfezione e quindi la proiezione verso l’infinito, la squadra rappresenta il quadrato, la terra, il finito. L’uomo, benché situato tra cielo e terra, in realtà ha un rapporto privilegiato con la terra; è sulla terra che egli vive e realizza la sua vita.

Il suo è un punto di osservazione geocentrico. La terra è coltivata dal contadino con una modalità che dipende dalle stagioni. La terra offre dei prodotti che nascono in superficie: cereali, legumi, frutta, oppure dei prodotti che possono nascere sotto: radici, patate, carote, finocchi, barbabietole.
Nel suo rapporto con la terra il contadino cinese, osservatore taoista, evidenzia che la terra non è sempre uguale, che insieme all’atmosfera (i venti, la temperatura) e alle emozioni, cambiano i prodotti in una relazione stupefacente.

Il Dao crea un’unica, globale, universale relazione. Le stagioni sono quattro: primavera, estate, autunno, inverno, definite e scandite da date astronomiche. Nell’osservazione della natura il contadino cinese ne inserisce una quinta: la tarda estate o quinta stagione. La tarda estate è quel periodo che viene a essere situato tra le due stagioni più calde, primavera-estate e le due più fredde autunno-inverno.

Estrapolando graficamente questa quinta stagione, associata al Movimento Terra, all’esterno del quadrato rappresentato dalle quattro stagioni, viene a generarsi un pentagono.

Il concetto della quinta stagione che assoceremo al colore giallo è inconsueto, però possiamo notare e apprezzarne una realtà evidenziando come in ogni cambio di stagione in natura appaiono fiori gialli.

Il cinese nell’esprimere graficamente le manifestazioni del Dao non lo associa in una maniera riduttiva alle stagioni o agli organi o semplicemente alle emozioni, ma utilizza un linguaggio ben più ampio con la definizione di Cinque Movimenti. È insito nella parola "movimento" il concetto di non stagnazione e quindi si supera la limitatezza di una definizione riduttiva.

La figura del pentagono serve per meglio introdurci alla comprensione di alcune leggi fondamentali che regolano l’universo.

Le prime che incontriamo sono la Legge di Generazione e la Legge di Controllo.

A seconda delle traduzioni occidentali vengono anche definite Legge Madre-Figlio e Legge Nonno-Nipote. In alcuni testi si parla di legge di generazione e legge di distruzione.

Il concetto di distruzione fa pensare alla morte come elemento negativo, che porta alla fine di un qualcosa.

Tutto ciò è estraneo alla cultura cinese, d’altronde anche Lavoisier enunciava che "nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma". San Paolo insegnava che nel battesimo muore l’uomo vecchio e nasce l’uomo nuovo.

Nei tarocchi la carta della morte non necessariamente sta a significare la morte fisica, bensì la morte di una situazione dalle cui ceneri ne nasce un’altra...

I cinesi chiamano queste leggi fondamentali.

Ciclo Sheng e Ciclo Ke

Quindi i Cinque Movimenti e non i "cinque elementi" sono:

Legno, fuoco, terra, metallo, acqua

 
il legno
genera
il fuoco
il fuoco
genera
la terra
la terra
genera
il metallo
il metallo
genera
l'acqua
l'acqua
genera
il legno

Che il legno generi il fuoco è di facile interpretazione, quindi il Movimento Legno diventa madre del Fuoco. A sua volta il Fuoco, figlio del Legno, genera la Terra sotto forma di carbone, brace, lapilli e ne diventa la madre. La Terra, figlia del Fuoco, divenendo essa stessa madre genera il Metallo: l’estrazione dei metalli viene fatta dalla terra, dalle rocce, dalle cave. A sua volta il Metallo, figlio della Terra, genera l’Acqua, intesa come liquido. Durante la fusione di un metallo avviene la trasformazione dal solido al liquido. L’Acqua, figlia del Metallo, generando il Legno ne diventa la madre: se non c’è pioggia non può esserci vegetazione; e con questo si chiude il Ciclo di Generazione.

Il Ciclo Ke, Nonno-Nipote o Legge di Controllo, è quella stella a cinque punte che viene a formarsi all’interno del pentagono. Controllo quindi e non distruzione, come si incontra in tanti testi. Per il cinese il concetto di morte non è lo stesso che per gli occidentali. Quando parliamo di yin, per esempio, non parliamo di morte rispetto alla vita yang ma yin come "non-vita". La morte fisica è un punto di passaggio, è una situazione di trasformazione. Ciò che differenzia un vivo da un morto è la presenza dello Qi: "soffio" per i cinesi, noi interpretiamo e traduciamo come energia vitale, "e Dio gli soffio la vita",

Il corpo di un individuo appena morto è identico a quando era ancora vivo in tutti i suoi parametri: lunghezza, peso, numero di cellule. Gli antichi cinesi non studiavano i morti per curare i vivi, e tantomeno gli animali, perché differenti dall’uomo. Approfittavano invece delle occasioni in cui i criminali venivano torturati pubblicamente per dare esempio, e andavano a studiarne le fattezze interne per carpire i segreti del corpo umano. Soprattutto andavano alla ricerca dello Qi.

I commercianti, i missionari e i viandanti di ritorno dall’oriente, non percependo queste sottigliezze raccontavano solo di terribili "torture cinesi".

I condannati ringraziavano anticipatamente i loro torturatori, certi che costoro, veri professionisti, avrebbero fatto di tutto per farli restare in vita il più a lungo possibile, cosa che comportava farli soffrire il meno possibile, in queste circostanze, medici e studiosi andavano a osservare e studiare le reazioni degli organi.
 
il legno
controlla
la terra
il fuoco
controlla
il metallo
la terra
controlla
l'acqua
il metallo
controlla
il legno
l'acqua
controlla
il Fuoco

Il Legno è madre del Fuoco, il Fuoco a sua volta è madre della Terra, quindi il Legno diventa nonno della Terra e la controlla. Un esempio può renderlo il rimboschimento: gli alberi sono piantati per controllare la terra ed evitare valanghe, smottamenti o frane. Originariamente gli aratri erano di legno e controllavano la terra nel senso che la sottomettevano penetrandola e rivolgendola. Il fuoco controlla il metallo nella fucina: abbiamo bisogno del fuoco per forgiare il metallo e renderlo utile alle nostre esigenze, come creare gli utensili per il lavoro.

La Terra controlla l’Acqua. Il cinese, mangiatore di riso per eccellenza, per controllare l’acqua nelle risaie ha bisogno della terra, dei canali per l’irrigazione. La terra controlla l’acqua trattenendola negli otri di terracotta.

Il Metallo controlla il Legno; abbiamo bisogno di utensili di metallo per tagliare, segare, scolpire. Abbiamo bisogno di scalpelli, sgorbie, asce, seghe per costruire la casa, i mobili, i ponti.

Il Fuoco è controllato dall’acqua, relazione evidente: se c’è un incendio lo possiamo controllare con l’acqua. Dal rapporto acqua-fuoco possiamo utilizzare l’energia dell’acqua sotto forma di vapore.

Tutti piccoli esempi; in realtà a ogni movimento possiamo associare una qualunque situazione, un’emozione, le stagioni, gli strati del corpo, i venti, come sintetizzato nello specchietto riassuntivo.


 

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